Il Tanaro

Last update 16 June 2021

A vederlo ora, lungo serpentone verde che scorre lento e sonnacchioso nel suo letto tagliando la pianura sotto Rocca, non si direbbe così “tonante”, ma proprio questo è il significato del suo nome. I primi abitanti di queste colline, i Liguri, guardando la sua corrente vorticosa e sentendo il fragore delle acque che erompevano e mulinavano, diedero al fiume il nome del loro dio del tuono, Taranis (dal dizionario della Mitologia celtica), mutato poi dai romani in Tanarus (da un’iscrizione latina sull’altare di Chester in Inghilterra).
Delfico e capriccioso come tutti gli dei, il Tanaro per i Rocchesi è sempre stato fonte di reddito e disperazione ad un tempo. A Tani si andava a prendere l’acqua per abbeverare il bestiame, per sciacquare i panni dopo il bucato, per pescare e per far macinare il grano nei mulini che sorgevano sul fiume. Spesso, anche tre volte l’anno, il fiume usciva però dagli argini e per i raccolti erano danni seri: poteva capitare a giugno, quando il grano era appena tagliato, e si vedevano i covoni galleggiare sulla corrente; oppure usciva ai Santi e copriva i campi di fango che, seccandosi, impediva al grano di germogliare. In ogni caso, quando c’era Tani travers, per i contadini di Rocca erano momenti amari, perché le terre più fertili si trovavano tutte nella piana.
Il 26 agosto 1859, con Regio Decreto su istanza del Comune di Rocca, venne creato un porto con servizio di traghetto dalla Ghiara che, fino all’inaugurazione del ponte, fu al centro di un intenso viavai di persone, di carri e di merci dirette verso Alessandria e la Lombardia. Come per quello dei Carretti e di Castello d’Annone, di quel traghetto si servivano coloro che avevano terre da coltivare al di là del fiume, ma anche i pescatori, che si appostavano sulla lunga distesa di blocchi di cemento che arginava la sponda del Tanaro nel punto d’attracco del traghetto di Guido Poggio. L’attività del traghetto continuò fino alla fine degli anni ’50, quando venne smantellato, perché ormai i trattori avevano sostituito i carri con i buoi ed era molto più rapido attraversare il ponte sul fiume per arrivare dla da Tani. Nella memoria di molti rocchesi rimane però l’immagine di un tavolaccio di assi grezze, montato su due scafi di metallo e collegato ad un robusto cavo d’acciaio che attraversava il fiume da una sponda all’altra. Il traghettatore, il portné, spingeva la chiatta a forza di braccia, facendo leva sul cavo con una barra di legno.
Nelle giornate festive d’estate, quando era così basso da poterlo guadare, il Tanaro si trasformava poi in spiaggia per quanti non potevano o volevano andare al mare. Come al mare, i bambini giocavano con la sabbia e gli adulti cercavano refrigerio alla canicola nelle acque poco profonde e apparentemente calme del fiume. Dopo il bagno si potevano fare giochi di società, acrobazie oppure un giro in barca, per rendere meno noioso il lungo e afoso pomeriggio estivo.
Il ponte che attraversa il Tanaro tra Castello d’Annone e Rocca ha vissuto tre inaugurazioni: la prima fu quella del 25 maggio 1913, celebrata con grande solennità e con la benedizione di Monsignor Luigi Spandre, come si conveniva ad un’opera che sapeva di progresso e accorciava le distanze con la ferrovia. La seconda, poco dopo il termine del secondo conflitto mondiale, quando vennero ricostruite le arcate fatte saltare dai partigiani il 2 dicembre 1944 per impedire l’avanzata delle truppe nazifasciste. La terza, nel 2007, dopo il restauro volto ad ampliarlo e metterlo in sicurezza pur senza compromettere l’estetica della bella struttura di inizio Novecento.
Nel 2007, proprio per consentire il consolidamento e l’ampliamento del vecchio ponte, venne aperto un ponte provvisorio sul Tanaro: il ponte “bailey” consentì ad automobili ed autocarri leggeri provenienti da Rocca ed Azzano, di raggiungere direttamente Castello d’Annone. La zona scelta per il posizionamento di questo ponte fu quel tratto di strà dla gera dove un tempo si trovavano il porticciolo e la chiatta per il guado del fiume.


Regio decreto del 1859


Il porto della Ghiara


Il portné Ernestu


Il portné Guido Poggio


Sullo sfondo, l'attracco della chiatta


Menu in occasione dell'inaugurazione del ponte


Foto ricordo del pranzo a Villa Riccardi


Cartolina del ponte


Ricostruzione del ponte nel dopoguerra


A Tanaro ci si diverte


1974 continuano i giochi sull'acqua


Il Tanaro gelato nel 2012


Il Tanaro gelato nel 2012


Il ponte sul Tanaro durante un'alluvione


La pianura alluvionata


La pianura alluvionata


La piana sotto Rocca durante un'alluvione


La strada di collegamento con Annone


Vista del Tanaro dal drone